Firme false a Verona, oltre 70 CONDANNATI, ci sono tutti: PD, Lega, NCD e FI. Tutti tranne i 5Stelle …forse per questo i Tg hanno “dimenticato” di darvi la notizia…!!

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Firme false a Verona, oltre 70 CONDANNATI, ci sono tutti: PD, Lega, NCD e FI. Tutti tranne i 5Stelle …forse per questo i Tg hanno “dimenticato” di darvi la notizia…!!

 

Firme false: a Verona ci sono PD, Lega, NCD e FI

C’è il Partito democratico, c’è la Lega Nord, c’è Forza Italia e c’è il Nuovo Centrodestra. Non manca nessuno nello scandalo firme false che ha colpito, a macchia di leopardo, gran parte della provincia di Verona. Con una differenza, rispetto al caso di Palermo, per il quale la stampa ha fatto pelo e contropelo: il Movimento 5 Stelle non ne è coinvolto, anzi, sono stati alcuni attivisti pentastellati a denunciare il tutto, in qualche caso ricevendo come ringraziamento, qualche spintone e qualche minaccia velata. E nessuno, o quasi, ne sta parlando.

Hanno patteggiato sindaci di importanti centri come San Bonifacio (Giampaolo Provoli) e Pescantina (Luigi Cadura), di altri paesi della provincia come Pressana (Stefano Marzotto), esponenti politici di rilievo, come un assessore del comune di Verona (Alberto Bozza) e un ex assessore della Provincia (ora nel Cda dell’autostrada del Brennero), Carla De Beni. Tutti hanno ricevuto condanne fino a cinque mesi e qualche giorno: il limite massimo per non doversi dimettere, secondo la legge Severino (che richiede sei mesi). Due consiglieri comunali del Movimento, Anna Firolli e Samuele Baietta, e i due deputati della zona, Francesca Businarolo e Mattia Fantinati hanno segnalato il fatto al prefetto, evidenziando come le elezioni che si erano tenute in quei comuni fossero da ritenere invalide: molte liste, infatti, non avevano raccolto le firme necessarie.
Ora sulla faccenda potrebbe dire la sua anche il Tar.

Resta un dato di fatto: al di là di quanto previsto dalla legge, siamo davanti a numerosi politici che si sono dichiarati colpevoli, patteggiando, di un reato. Non solo nessuno ha fatto un passo indietro, ma non è arrivata nemmeno una sana autocritica. Tutto va avanti come se nulla fosse successo.

da: http://www.beppegrillo.it/2016/12/firme_false_a_verona_ci_sono_lega_ncd_e_fi.html

 

Firme false, a Verona 71 condannati Pd, Fi, Lega a Ncd. Ma nessuno si dimette

Mentre la polemica politica si infiamma sul caso Palermo, nel silenzio generale decine di amministratori da destra a sinistra patteggiano per lo stesso reato, in relazione alle elezioni del 2014. Fra questi, tre sindaci e decine di consiglieri comunali. Nessuno, però, ne chiede la testa e le pene sono inferiori ai limiti della Severino. L’indagine nata d un esposto M5s

Migliaia di firme sospette o falsificate a sostegno delle liste elettorali raccolte senza la ratifica di un pubblico ufficiale. C’è un altro caso firme in Veneto, passato sotto silenzio mentre imperversa lo scandalo delle firme false del M5s a Palermo, che ha coinvolto in modo trasversale più partiti, dal Pd alla Lega, da Ncd a Forza Italia alle liste civiche. La vicenda riguarda le amministrative del 2014 nel veronese e un’inchiesta della Procura di Verona, nata in seguito a un esposto del M5s, ha portato 71 imputati a patteggiare pene fino a 5 mesi per aver raccolto firme in modo irregolare e, in alcuni casi, per aver falsificato gli elenchi dei sottoscrittori. Tra gli imputati che il 15 novembre scorso hanno chiesto l’applicazione della pena figurano decine di consiglieri comunali, ex assessori provinciali, i sindaci del Pd di Pescantina e San Bonifacio, in provincia di Verona, e il sindaco Ncd di Pressana. E sono rimasti tutti al loro posto.

Nel caso di San Bonifacio, il sindaco dem Giampaolo Provoli ha patteggiato una pena di 5 mesi e 19 giorni insieme – tra gli altri – ad Alberto Bozza, ex assessore provinciale di Forza Italia e ora assessore allo Sport del Comune di Verona (5 mesi e 29 giorni), Luigi Frigotto, ex assessore provinciale all’Agricoltura in quota Lega (6 mesi), Alice Leso, ex consigliere provinciale del Pd, e il sindaco di Pressana, ex segretario provinciale dell’Udc, Stefano Marzotto (5 mesi e 20 giorni). Stessa situazione anche a Pescantina, in Valpolicella, dove il primo cittadino del Pd, Luigi Cadura, ha patteggiato 5 mesi e 12 giorni insieme – tra gli altri – al membro del Cda di Autobrennero, ex sindaco leghista di Affi ed ex assessore provinciale alla Viabilità, Carla De Beni (5 mesi e 20 giorni), oltre agli ex consiglieri provinciali Franca Maria Rizzi del Pd e Francesca Zivelonghi di Forza Italia. La vicenda riguarda anche i comuni di Legnago, Affi e Bussolengo, sempre in provincia di Verona, e coinvolge sia i pubblici ufficiali incaricati di verificare e garantire la regolarità delle sottoscrizioni, sia coloro che hanno materialmente raccolto le firme a sostegno delle liste.

Nel caso di San Bonifacio e Pescantina tra l’altro risultano imputati anche i candidati sindaci usciti sconfitti, tanto che lo scorso 18 novembre i deputati del M5s Francesca Businarolo e Mattia Fantinati hanno scritto al prefetto di Verona, Salvatore Mulas, chiedendo che venissero invalidate le elezioni amministrative nei due comuni in quanto “non tutte le liste avevano le firme sufficienti per essere presentate”. Ma la legge Severino prevede l’ipotesi decadenza solo in caso di condanna superiore a sei mesi. In questo caso, le pene applicate sono tutte inferiori. E gli amministratori restano tutti tranquillamente in carica.

da: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/01/firme-false-a-verona-71-condannati-pd-fi-lega-a-ncd-ma-nessuno-si-dimette/3230027/

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